
| 39ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Tema: "I mezzi di comunicazione al servizio della comprensione tra i popoli." 8 maggio 2005 COMMENTO / RIFLESSIONI |
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"I media hanno davvero un potenziale enorme per promuovere la pace e costruire ponti tra i popoli. Possono insegnare a milioni di persone la conoscenza di altre parti del mondo e di altre culture. Un’attenta conoscenza promuove la comprensione, dissipa il pregiudizio e incoraggia ad imparare di più." Giovanni Paolo II, Messaggio per la 39ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali Nel Messaggio di quest’anno, il Papa tocca un tema chiave dei nostri giorni: il rapporto tra i popoli, tra le culture, e il ruolo cruciale che i mezzi di comunicazione sociale possono svolgere nel loro quotidiano lavoro come agenti di pace e di comprensione. Contemplando la realtà attuale non è possibile restare indifferenti davanti al critico sviluppo degli avvenimenti. Questo Messaggio, in sintonia con quello della Giornata Mondiale della Pace, invita ogni persona, e i media in particolare, a mettersi al servizio del bene, un bene che in questo caso si concretizza favorendo la comprensione tra i popoli. Il Papa ci ricorda che non solo le nostre azioni, ma anche le nostre parole e qualsiasi forma di comunicazione, comportano delle conseguenze. Ogni persona deve fare attenzione al modo in cui utilizza la parola, alla maniera in cui si riferisce ad altre persone, in quanto può seminare concordia o conflitto. Soprattutto coloro che esercitano il servizio dell’informazione al grande pubblico - cosa che è anche un privilegio - hanno una responsabilità particolare al riguardo. Non pochi conflitti hanno avuto origine da pregiudizi e considerazioni deformate che un popolo ha nei riguardi di un altro - lontano o vicino. Questa immagine sociale si crea e si mantiene, in gran parte, sulla base dell’informazione che arriva dai messaggi mediatici. Questi possono suscitare un sentimento di solidarietà e comprensione, oppure di rifiuto e antagonismo nei confronti di altri. "Quando gli altri vengono rappresentati in modo ostile, si spargono semi per un conflitto che può facilmente sfociare nella violenza, nella guerra, addirittura nel genocidio." Per questo il Messaggio ci pone di fronte a quello che può derivare da un uso irresponsabile dei media, particolarmente potenti per la loro capacità di influenzare l’animo umano. "Le immagini in particolare hanno il potere di trasmettere impressioni durevoli e di sviluppare determinati comportamenti. Insegnano alla gente come considerare i membri di altri gruppi e nazioni, influenzando sottilmente se considerarli amici o nemici, alleati o potenziali avversari." Per elogiare l’efficacia dimostrata dai mezzi di comunicazione sociale, il Santo Padre ha fatto riferimento alla grande mobilitazione di solidarietà in favore dell’Asia. "È stato consolante vedere quanto velocemente la comunità internazionale ha risposto al recente tsunami che ha provocato vittime incalcolabili. La velocità con cui oggi si propagano le notizie accresce chiaramente la possibilità di prendere in tempo misure pratiche per offrire il maggior sostegno possibile. In questo modo i media possono conseguire un’immensa quantità di bene." Questa dinamica comunicativa esprime il punto di incontro tra un’informazione appropriata e una risposta personale e sociale responsabile e generosa. Perciò, il Papa non si stanca di invitare tutti gli esseri umani a fare del loro meglio, ad essere agenti di pace in un mondo sconvolto dalle divisioni. L’invito diventa ancora più insistente quando si rivolge agli uomini e alle donne che lavorano nei media. Il Papa ricorda loro che il più alto esempio di comunicazione è Gesù Cristo: Il Verbo Incarnato ha stabilito un nuovo patto tra Dio e il suo popolo - un patto che unisce anche noi in comunione con un altro. "Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia." Abbattere muri, costruire ponti. Queste grandi sfide della comunicazione sono rivolte a tutti: comunicatori professionisti e comunicatori individuali, affinché nessuno influenzi né si lasci influenzare dai pregiudizi, anzi affinché la comunicazione possa diventare un veicolo "per consolidare i vincoli di amicizia e amore che sono il chiaro segnale dell’inizio del Regno di Dio qui sulla terra." |