
| Esortazione apostolica post-sinodale "Pastores gregis" (estratto) Giovanni Paolo II (2003) |
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(omissis) Il ministero episcopale per l'inculturazione del Vangelo 30. L'evangelizzazione della cultura e l'inculturazione del Vangelo sono parte integrante della nuova evangelizzazione e sono, perciò, un compito proprio dell'ufficio episcopale. Riprendendo, al riguardo, alcune mie precedenti espressioni, il Sinodo ha ripetuto: "Una fede che non diventa cultura, non è una fede pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta" (122). Si tratta, in realtà, di un compito antico e sempre nuovo, che ha la sua origine nel mistero stesso dell'Incarnazione e la sua ragione nella capacità intrinseca del Vangelo di radicarsi in ogni cultura, di informarla e di promuoverla, purificandola e aprendola alla pienezza di verità e di vita che si è realizzata in Cristo Gesù. A questo tema molta attenzione è stata rivolta durante i Sinodi continentali, da cui sono venute preziose indicazioni. Su di esso mi sono soffermato io stesso in più circostanze. Pertanto ogni Vescovo, considerando i valori culturali presenti nel territorio in cui vive la sua Chiesa particolare, metterà ogni impegno perché il Vangelo sia annunciato nella sua integrità, sì da plasmare il cuore degli uomini e i costumi dei popoli. In quest'impresa evangelizzatrice potrà essergli di prezioso aiuto il contributo dei teologi, come pure quello degli esperti nella valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e storico della Diocesi: esso riguarda sia l'antica sia la nuova evangelizzazione e costituisce un efficace strumento pastorale (123). Ugualmente di grande importanza per l'annuncio del Vangelo nei "nuovi areopaghi" e per la trasmissione della fede sono i mezzi della comunicazione sociale, ai quali si è pure rivolta l'attenzione dei Padri sinodali, i quali hanno incoraggiato i Vescovi ad una maggiore collaborazione tra le Conferenze episcopali, in ambito sia nazionale sia internazionale, perché più qualificata ne risulti l'azione in questo delicato e prezioso ambito della vita sociale (124). In realtà, quando si tratta dell'annuncio del Vangelo, oltre che della sua ortodossia, è pure importante preoccuparsi di una sua proposta incisiva che ne promuova l'ascolto e l'accoglimento. Questo, evidentemente, comporta l'impegno di riservare, specialmente nei Seminari, uno spazio adeguato per la formazione dei candidati al sacerdozio circa l'uso dei mezzi della comunicazione sociale, in modo che gli evangelizzatori siano buoni proclamatori e buoni comunicatori. (omissis) (122) Discorso ai partecipanti al congresso nazionale italiano del Movimento ecclesiale di impegno culturale (16 gennaio 1982), 2: Insegnamenti V/1 (1982), 131; cfr Propositio 64. (123) Cfr Propositio 65. (124) Cfr Propositio 66. |