
| Lettera enciclica "Divini illius magistri" Pio XI (31 dicembre 1929) |
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(omissis) E’ altresì necessario dirigere e vigilare l'educazione dell'adolescente, "molle come cera a piegarsi al vizio" (Horat., Ars poet., v. 163) in qualsiasi altro ambiente egli venga a trovarsi, rimovendo le cattive occasioni e procurandogli l'opportunità delle buone nelle ricreazioni e nelle compagnie giacché "i discorsi cattivi corrompono i buoni costumi" (I Cor. V, 33). Se non che, ai nostri tempi, si fa necessaria più estesa ed accurata vigilanza, quanto più sono accresciute le occasioni di naufragio morale e religioso per la gioventù inesperta, segnatamente nei libri empi o licenziosi, molti dei quali diabolicamente diffusi a vil prezzo, negli spettacoli del cinematografo, ed ora anche nelle audizioni radiofoniche, le quali moltiplicano e facilitano per così dire ogni sorta di letture, come il cinematografo ogni sorta di spettacoli. Questi potentissimi mezzi di divulgazione, che possono riuscire, se ben governati dai sani principi, di grande utilità all'istruzione ed educazione, vengono purtroppo spesso subordinati all'incentivo delle male passioni ed all'avidità del guadagno. Sant'Agostino gemeva della passione ond'erano trascinati anche dei cristiani del suo tempo agli spettacoli del circo, e racconta con vivezza drammatica il pervertimento, per buona ventura temporaneo, del suo alunno e amico Alipio (Conf. VI, 8). Quanti traviamenti giovanili, a causa degli spettacoli odierni, oltre che delle malvagie letture, non debbono ora piangere i genitori e gli educatori! Sono perciò da lodare e da promuovere tutte quelle opere educative le quali con spirito sinceramente cristiano di zelo per le anime dei giovani, attendono, con appositi libri e pubblicazioni periodiche, a far noti, segnatamente ai genitori ed agli educatori, i pericoli morali e religiosi spesso subdolamente insinuati nei libri e negli spettacoli, e si adoperano a diffondere le buone letture e a promuovere spettacoli veramente educativi, creando anche con grandi sacrifici teatri e cinematografi, nei quali la virtù non solo non abbia nulla da perdere, ma bensì molto da guadagnare. Da questa necessaria vigilanza non segue tuttavia che la gioventù debba essere segregata dalla società, nella quale pur deve vivere e salvare l'anima; ma oggi più che mai deve essere premunita e fortificata cristianamente contro le seduzioni e gli errori del mondo, il quale, come ammonisce una parola divina, è tutto "concupiscenza degli occhi e superbia della vita" (I Ioan. 11, 16); per maniera che, come diceva Tertulliano dei primi cristiani, siano quali debbono essere i veri cristiani di tutti i tempi "compossessori del mondo, non dell'errore" (De Idolatria, 14). (omissis) Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 31 dicembre 1929, anno VIII del Nostro Pontificato. |