Esortazione apostolica post-sinodale "Ecclesia in America" (estratto)

Giovanni Paolo II
(22 gennaio 1999)

(omissis)

Il fenomeno della globalizzazione

20. Caratteristica del mondo contemporaneo è la tendenza alla globalizzazione, fenomeno che, pur non essendo esclusivamente americano, è più percettibile ed ha maggiori ripercussioni in America. Si tratta di un processo che si impone a motivo della maggiore comunicazione delle diverse parti del mondo tra loro, conducendo in pratica al superamento delle distanze, con effetti evidenti in campi molto differenti.

I risvolti dal punto di vista etico possono essere positivi o negativi. C’è in realtà una globalizzazione economica che porta con sé alcune conseguenze positive come il fenomeno della efficienza e l’incremento della produzione e che, con lo sviluppo delle relazioni tra i diversi paesi in ambito economico, può rinforzare il processo di unità dei popoli e rendere migliore il servizio alla famiglia umana. Se però la globalizzazione è retta dalle pure leggi del mercato applicate secondo la convenienza dei potenti, le conseguenze non possono essere che negative. Tali sono, ad esempio, l’attribuzione di un valore assoluto all’economia, la disoccupazione, la diminuzione e il deterioramento di alcuni servizi pubblici, la distruzione dell’ambiente e della natura, l’aumento delle differenze tra ricchi e poveri, la concorrenza ingiusta che pone le Nazioni povere in una situazione di inferiorità sempre più marcata (cf. Propositio 74). La Chiesa, sebbene stimi i valori positivi che la globalizzazione comporta, guarda con inquietudine agli aspetti negativi da essa veicolati.

E che dire della globalizzazione culturale prodotta dalla forza dei mezzi di comunicazione sociale? Essi impongono dappertutto nuove scale di valori, sovente arbitrari e nel fondo materialistici, di fronte ai quali è difficile mantenere viva l’adesione ai valori del Vangelo.

La crescente urbanizzazione

21. In crescita in America è pure il fenomeno dell’urbanizzazione. Già da alcuni lustri il Continente sta vivendo un esodo costante dalle campagne alla città. Si tratta di un fenomeno complesso già descritto dal mio predecessore Paolo VI (cf. Ep. ap. Octogesima adveniens [14 maggio 1971], 8-9: AAS 63 [1971], 406-408). Diverse sono le cause, ma tra queste emergono principalmente la povertà ed il sottosviluppo delle zone rurali, dove frequentemente mancano servizi, comunicazioni, strutture educative e sanitarie. La città, inoltre, con le connotazioni di divertimento e di benessere con cui viene presentata non poche volte dai mezzi di comunicazione sociale, esercita un’attrazione speciale per la gente semplice dell’ambiente rurale.

La frequente mancanza di pianificazione in questo processo è fonte di molti mali. Come hanno segnalato i Padri sinodali, “in certi casi, talune zone delle città sono come delle isole nelle quali si accumula la violenza, la delinquenza giovanile e l’atmosfera di disperazione” (Propositio 35). Il fenomeno dell’urbanizzazione presenta poi grandi sfide per l’azione pastorale della Chiesa, che deve far fronte allo sradicamento culturale, alla perdita di consuetudini familiari, al distacco dalle proprie tradizioni religiose, con la conseguenza non infrequente del naufragio della fede, privata di quelle manifestazioni che contribuivano a sostenerla.

Evangelizzare la cultura urbana costituisce una sfida formidabile per la Chiesa, che come per secoli seppe evangelizzare la cultura rurale, così è chiamata oggi a portare a compimento un’evangelizzazione urbana metodica e capillare mediante la catechesi, la liturgia e il modo stesso di organizzare le proprie strutture pastorali (cf. Propositio 35).

(omissis)

Evangelizzare con i mezzi di comunicazione sociale

72. E fondamentale, per l’efficacia della nuova evangelizzazione, una profonda conoscenza della cultura attuale nella quale i mezzi di comunicazione sociale hanno grande influenza. Conoscere e usare questi mezzi, sia nelle loro forme tradizionali che in quelle più recenti introdotte dal progresso tecnologico, è, pertanto, indispensabile. L’odierna realtà richiede che si sappia dominare il linguaggio, la natura e le caratteristiche dei mass media. Usandoli in maniera corretta e competente, si può portare a compimento un’autentica inculturazione del Vangelo. D’altra parte, questi stessi mezzi contribuiscono a modellare la cultura e la mentalità degli uomini e delle donne del nostro tempo; ragion per cui gli operatori nel campo degli strumenti di comunicazione sociale devono essere destinatari di una speciale azione pastorale (cf. Propositio, 25).

Al riguardo, i Padri sinodali hanno indicato numerose iniziative concrete per una presenza efficace del Vangelo nel mondo dei mezzi di comunicazione sociale: la formazione di operatori pastorali per tale ambito; la promozione di centri di produzione qualificata; l’uso prudente e mirato di satelliti e delle nuove tecnologie; la formazione dei fedeli perché siano utenti “critici”; l’unione degli sforzi per acquisire e per poi gestire insieme nuove emittenti e reti radiotelevisive, come pure il coordinamento di quelle già esistenti. Quanto poi alle pubblicazioni cattoliche, esse meritano di essere sostenute ed hanno bisogno di raggiungere un auspicato sviluppo qualitativo.

Occorre incoraggiare gli imprenditori perché sostengano economicamente prodotti di qualità che promuovono i valori umani e cristiani (cf. Propositio, 25). Tuttavia, un programma tanto vasto supera di molto le possibilità delle singole Chiese particolari del Continente americano. Per questo, gli stessi Padri sinodali hanno proposto il coordinamento interamericano delle attività esistenti nel campo dei mezzi di comunicazione sociale per aiutare la reciproca conoscenza e cooperazione delle realizzazioni già esistenti nel settore (cf. Propositio, 25).

(omissis)

 


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